Arnica omeopatica nei traumi e non solo

Avete subito un trauma, la parte è gonfia, dolente, l’ematoma inizia a formarsi, voi siete però persone ostinate, sapete di avere le energie necessarie per andare avanti e anche se tutti intorno vi dicono che sarebbe meglio fermarsi, voi non mollate e mostrate tutto il vostro coraggio per dimostrare ciò di cui siete capaci. In questo caso Arnica Montana è il rimedio che fa per voi.

fiori di arnica con ape

Arnica montana è una pianta erbacea alpina che cresce spontanea in punti in cui spesso avvengono incidenti da arrampicata e cadute, si è dimostrata utile per i disturbi circolatori e la stanchezza causata dall’alpinismo. E’ usata in omeopatia principalmente nei traumi e nelle ferite sanguinanti, ha un’azione antiemorragica, si usa nel dolore, nel gonfiore e negli ematomi.

I rimedi omeopatici contengono dosi molto diluite, infinitesimali dei principi attivi e sono soggetti a una procedura di dinamizzazione; soprattutto in quelli maggiormente diluiti non trovo molecole della sostanza di partenza, l’omeopatia non ha quindi un meccanismo d’azione di tipo chimico ma bensì biofisico.

In Omeopatia i rimedi racchiudono in se sia sintomi fisici sia caratteristiche mentali; la persona che avrà maggiore bisogno di Arnica preferisce stare solo, è pieno di timori, non ama essere avvicinato o parlare, non vuole sentirsi malato e in presenza del medico dirà che va tutto bene.

Con Arnica la sensazione che deve essere presente è quella di indolenzimento, ammaccatura, ogni cosa sembra troppo dura. E’ interessante notare come Arnica funzioni nella sensazione di trauma che può anche essere di tipo psicologico, quando ci sentiamo ammaccati durante l’influenza, nelle laringiti in seguito a sforzi delle corde vocali (pensiamo ai cantanti, insegnanti). Dopo gli interventi chirurgici previene il formarsi di ematomi e favorisce il riassorbimento degli stravasi, la riparazione delle ferite e un più rapido recupero. Presa subito dopo il parto previene l’emorragia post-partum e le complicanze successive.

Il cuore di Arnica è il trauma, spesso viene usata in modo errato per dolori di tipo reumatico come nelle artriti o nelle artrosi, in questi casi è preferibile usare rimedi specifici di ogni persona e che vengono scelti dall’omeopata dopo un’accurata visita.

Lo scorso novembre è stato pubblicato uno studio su PLOS ONE; è emerso che diluizioni centesimali  e dinamizzate di Arnica sono state in grado di provocare cambiamenti nell’espressione di geni che intervengono nel favorire la cicatrizzazione e il riparo dei tessuti.

L’uso interno a dosi ponderali (quindi non omeopatiche) è vietato in quanto è una pianta mediamente tossica, non si trova quindi in integratori alimentari. L’uso consentito è solo per le preparazioni omeopatiche e per creme o geli, da applicare su pelle non lesa.

Considerato che i rimedi omeopatici non hanno effetti collaterali, merita provare Arnica in tutte le situazioni traumatiche che ci possono capitare nella quotidianità, ancora di più se oltre ai sintomi fisici sono presenti le caratteristiche mentali di questo rimedio….in tal caso sappiate che nessuno è solo in questo mondo e che quando è necessario dobbiamo fermarci e imparare a delegare agli altri!

Critiche all’ Omeopatia: Sankaran risponde

In farmacia, quando le persone mi chiedono un consiglio ed io propongo un rimedio omeopatico, alcune di esse quasi sospettose mi domandano se sia davvero efficace per quei loro fastidiosi dolori articolari oppure per l’ansia, l’insonnia, la psoriasi, l’allergia… Mi dicono che hanno letto o sentito dire che l’Omeopatia è “acqua fresca” e che la Scienza non la riconosce.

Rispondere, su due piedi, non è semplice, tantomeno vincere lo scetticismo ed i preconcetti a riguardo.
Riesce a farlo benissimo Rajan Sankaran, uno dei più insigni Omeopati mondiali, con parole tanto semplici, quanto eloquenti, nel video seguente, che ho voluto sottotitolare in italiano.

Per visualizzare i sottotitoli cliccare cc sotto il video.

Sankaran invita tutti coloro che criticano l’Omeopatia a provarla e a vederne gli effetti con i propri occhi. Non è importante capire se rientri o meno nei canoni della Scienza per come la conosciamo oggi, l’importante è semplicemente osservarne i risultati. La Scienza, secondo l’omeopata indiano, dovrebbe valutare ciò che accade; la spiegazione ai fenomeni osservati può avvenire successivamente. Accadono molte cose di cui non riusciamo a dare una spiegazione, ciò non vuole dire che queste non accadono!

L’Omeopatia nasce agli inizi dell’800 grazie agli studi del medico tedesco Samuel Hahnemann, è fondata sulla legge dei simili: tutte le sostanze che causano certi sintomi fisici e mentali in una persona sana, se date a dosi infinitesimali, curano gli stessi sintomi in soggetti malati. I rimedi omeopatici stimolano la forza vitale del soggetto che riesce, con i propri meccanismi di difesa, a reagire alla malattia, che sia di tipo fisico o mentale.

In Omeopatia, come ci spiega Sankaran, il corpo umano è visto come un unicum, le cui funzioni non andrebbero valutate singolarmente, ma andrebbero sempre tenute in considerazione tutte le strette relazioni che ci sono tra i vari organi, la nostra mente, le nostre emozioni.

Questo concetto è avvalorato dalla PNEI che ci mostra, in modo scientifico, come la nostra psiche e le funzioni biologiche del nostro organismo si influenzino a vicenda.

Ogni individuo percepisce e reagisce alle situazioni in modo del tutto personale,  l’Omeopatia usa questa chiave di lettura per far cambiare la percezione che l’individuo ha della realtà in una più salutare, se si riesce in questo tutto può migliorare!