Agro-Omeopatia, la speranza per un’agricoltura sostenibile.

E’ di pochi giorni fà la notizia del risarcimento da 289 milioni di dollari che Monsanto dovrà pagare a Dewayne Johnson, giardiniere  americano che, secondo i giudici, in seguito all’uso di erbicidi contenenti glifosato si è ammalato di un linfoma non-Hodgkin. La sentenza segna un punto importante sulla diatriba della cancerogenicità dell’erbicida e inevitabilmente spinge il mondo intero a interrogarsi sul possibile uso di metodi alternativi, per ottenere un’agricoltura salutare per noi, gli animali e la terra.

Mirtilli, azienda agricola BIO DR

In Italia la Prof.ssa Lucietta Betti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell’ Università di Bologna, ha condotto per vent’anni interessanti studi nel campo del’agro-omeopatia, ottenendo risultati significativi e ripetibili. Quello che è emerso dal campo è che le aziende agricole che usano l’agro-omeopatia ottengono produzioni più abbondanti, maggiormente resistenti alle malattie e prodotti con qualità nutrizionali migliori. Per chi volesse approfondire l’argomento direttamente sulle pubblicazioni scientifiche, segnalo il database che la Fiamo ha messo a disposizione a questo link.

L’agro-omeopatia prevede l’uso nelle coltivazioni, negli orti e nei giardini di sostanze naturali altamente diluite e dinamizzate secondo le regole dell’Omeopatia, che veicolano alle piante un’informazione di tipo energetico-vibrazionale. I rimedi omeopatici usati non hanno alcun tipo di impatto ambientale, per questo l’agro-omeopatia è una tecnica completamente ecosostenibile che aumenta la vitalità delle piante, migliorando la loro nutrizione, in modo da prevenire e curare malattie e infestazioni.

Un esempio virtuoso in tal senso è quello dell’azienda agricola biodinamica BIO DR, specializzata nella coltivazione di piccoli frutti bio. I sorprendenti risultati ottenuti dallo studio del Prof. Dinelli dell’Università di Bologna sulle fragole dell’azienda, hanno fatto si che l’agro-omeopatia venisse poi usata stabilmente su tutta la produzione agricola. L’azienda BIO DR ha messo appunto il metodo “Agrohomeopathy”, che prevede l’uso di rimedi omeopatici interamente autoprodotti e derivanti da ceppi di malattie presenti nelle proprie coltivazioni (in gergo chiamati nosodi).

Un altro ottimo esempio tutto italiano è l’azienda siciliana Le sette Aje, dove si attua un vero e proprio protocollo omeopatico per la produzione di vino varietà Grillo e di olio. L’azienda, a conduzione familiare, è fermamente convinta dell’importanza di inserire l’agro-omeopatia in agricoltura, in modo da ottenere prodotti di qualità superiore e migliorare le condizioni del suolo.

Chi è interessato a conoscere nel dettaglio quali siano le potenzialità dell’agro-omeopatia e quali possano essere i reali benefici per le coltivazioni, segnalo il seminario che da diversi anni, la scuola di omeopatia Effatà di Lucca, organizza in collaborazione con Lucca Biodinamica. Il seminario di agro-omeopatia della scuola Effatà prevede l’intervento di agronomi specializzati in questo settore che portano le loro esperienze dirette ed i risultati ottenuti sul campo.

Anche in Italia  stà emergendo una nuova coscienza tra gli agricoltori; l’impoverimento del suolo, l’indebolimento delle piante e la minaccia alla salute di chi tutti i giorni deve usare prodotti chimici, fanno si che molte aziende stiano cercando strade alternative all’agricoltura convenzionale. Da qualche anno Intact bio  si occupa direttamente, con un teem di tecnici esperti in agro-omeopatia, di rispondere a tutte le necessità delle aziende che vogliono provare la conversione ad agricoltura a residui zero.

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”queste sono le celebri parole di Ippocrate; il padre della medicina aveva capito che la salute è legata indissolubilmente a quello che mangiamo.

Considerati gli ottimi risultati che l’agro-omeopatia sta ottenendo sul campo, è auspicabile che la ricerca in questo settore sia sempre maggiore, in modo da poter contrastare le malattie delle coltivazioni, senza dover ricorrere necessariamente ai prodotti chimici ed evitando così gli effetti negativi sulla terra e sulla nostra salute che il loro uso massiccio comporta.

 

Come scegliere e usare la protezione solare

Agosto è arrivato e questo segna per milioni di italiani il momento di fare le valige per le agognate vacanze. Chi inizia la stagione del mare adesso, se non vuole passare notti insonni con la schiena scottata dovrà scegliere una buona protezione solare per tutta la famiglia!

Foto di Luca Marchettoni
Foto di Luca Marchettoni @lumagenta

Noto che c’è maggiore consapevolezza tra le persone riguardo i danni che il sole può provocare alla pelle (rughe, macchie solari, melanoma) e quindi all’importanza di usare una buona protezione solare. C’è comunque qualche irriducibile dell’abbronzatura che crede ancora di potersi esporre al sole con un semplice olio idratante spalmato sul corpo senza avere problemi…magari facendo leva sul fatto di avere capelli neri e occhi scuri e di essere per natura non incline alla scottatura. A queste persone, e tra loro, sopratutto agli adolescenti che iniziano ad andare al mare con gli amici, va ricordato che la pelle con una quantità di melanina più elevata, si scotterà si più difficilmente ma che l’esposizione solare non protetta potrà comunque portare con il tempo a macchie, invecchiamento cutaneo precoce e persino a tumori della pelle.

La prima cosa da conoscere per la scelta del solare più giusto è il proprio fototipo, ovvero quale è la propria tendenza alla scottatura in base al tipo di pelle che abbiamo. Se siete “tipi nordici” con occhi azzurri, capelli biondi e pelle chiara avrete una probabilità maggiore di scottarvi rispetto ai tipi “mediterranei”. Per capire a quale fototipo appartenete, vi consiglio di fare questo  semplice test sul sito del ministero della salute.

Vediamo nel dettaglio cosa occorre sapere per proteggere al meglio la nostra pelle dal sole.

  • Che cosa è l’Spf (Sun Protection Factor) di una crema solare? E’ un numero che indica il fattore di protezione della crema, ovvero la schermatura dai raggi solari UVB offerta alla pelle, prima che possa scottarsi. Ad esempio, un Spf 50 indica che si incorrerà in una scottatura con una quantità di raggi ultravioletti 50 volte maggiore rispetto ad una esposizione non protetta, verranno fermati il 98% dei raggi ultravioletti e lasciandone passare il 2%; un Spf 30, scherma circa il 97% dei raggi UVB e ne lascia passare il 3%, un Spf 15 ne lascia passare circa il 7%.
Protezione solare Avène molto alta.

Le raccomandazioni della commissione europea prevedono che la protezione dai raggi UVA sia 1/3 dell’Spf, ovvero dei raggi UVB. Questa caratteristica, se rispettata, deve essere ben indicata sulla confezione della crema e viene evidenziata da un cerchietto intorno alla dicitura UVA.

  • Come scegliere l’Spf più giusto per noi? Andrebbe scelto in base al proprio fototipo: persone di carnagione chiara, con occhi azzurri, capelli biondi dovrebbero usare creme solari con un Spf 50; persone di carnagione più scura, con occhi castani, potrebbero scegliere un fattore di protezione minore. Va comunque ricordato di iniziare la stagione estiva con una protezione solare molto alta per poi eventualmente passare ad una protezione minore successivamente.
  • Come usare la protezione solare? Le direttive consigliano 2 mg/cm2 di prodotto da mettere ogni due ore e sicuramente dopo ogni bagno. Questo equivale a circa sei cucchiaini da tè di crema (36 g circa) per il corpo di un adulto medio, minimo tre volte in una giornata di mare e comunque sempre dopo ogni bagno.

La pelle è il più grande organo del nostro corpo ed ha moltissime funzioni; è importante prendercene cura non solo con la comune crema idratante ma soprattutto proteggendola dal sole. La protezione solare va usata sempre quando ci esponiamo al sole e anche quando il cielo è velato o nuvoloso; se usata nel modo giusto eviteremo le macchie solari e fastidiose scottature che nel tempo potrebbero portare  a problemi molto seri. In questo modo saremo sicuri che ci stiamo facendo un prezioso regalo di cui il tempo ci darà conferma.